A tutte le ragazze e a tutti i ragazzi
che domani ricominciano la scuola
Care ragazze, cari ragazzi, domani ricomincia la scuola!
Per qualcuno sarà un ritorno in luoghi ormai familiari, tra compagni e insegnanti già conosciuti;
per altri sarà invece il primo giorno in una scuola nuova, l’inizio di un percorso ancora tutto da
scoprire. Qualcuno affronterà il suo ultimo anno con noi, con lo sguardo già rivolto alle scelte
che verranno dopo.
A ciascuno di voi, questa sera, voglio rivolgere un pensiero e un augurio.
Una scuola grande come la nostra è fatta di tante sedi, tanti indirizzi, tante classi e quasi 1700
studenti. Ma dietro questi numeri ci sono tante storie diverse, tanti modi di guardare al futuro,
tante persone che ogni mattina entrano a scuola portando con sé aspettative, preoccupazioni,
energie, passioni, difficoltà e speranze.
Ed è questo, prima di ogni altra cosa, che vorrei non dimenticassimo mai.
La scuola è certamente il luogo nel quale si studia, si impara, si affrontano verifiche,
interrogazioni, successi e qualche inevitabile difficoltà.
Ma sarebbe troppo poco pensarla soltanto così.
La scuola è anche uno dei luoghi nei quali si cresce. Si cresce imparando qualcosa che prima
non si conosceva, ma anche incontrando persone diverse da noi. Si cresce quando si scopre
di essere capaci di qualcosa che sembrava impossibile; quando si impara ad accettare una
sconfitta e a ripartire; quando si trova il coraggio di chiedere aiuto o quello di offrirlo a qualcun
altro. E si cresce anche nelle cose apparentemente più semplici: un’amicizia che nasce, una
discussione che insegna a confrontarsi, un insegnante che riesce ad accendere una curiosità,
un progetto al quale non si pensava di partecipare, una giornata difficile che alla fine si riesce
comunque a superare.
Per questo vi auguro che quello che sta per iniziare non sia semplicemente un altro anno
scolastico. Vi auguro di viverlo davvero.
Fatelo con curiosità. Fate domande. Abbiate il coraggio di sbagliare e la determinazione di
riprovare. Non accontentatevi sempre della strada più facile. Imparate a difendere le vostre
idee, ma anche ad ascoltare quelle degli altri. Siate esigenti con voi stessi senza pensare che
un voto possa mai raccontare, da solo, tutto ciò che siete.
E soprattutto abbiate cura delle persone che incontrerete.
In una comunità grande come la nostra, nessuno dovrebbe sentirsi invisibile, escluso o fuori
posto. Ognuno di voi può contribuire, anche attraverso un gesto molto piccolo, a rendere
questa scuola un luogo nel quale sia bello entrare ogni mattina.
Questa scuola non è soltanto il luogo che vi accoglie ogni mattina: è anche ciò che ciascuno di
voi contribuisce a farla diventare. Con il modo in cui studiate, vi comportate, vi prendete cura
degli spazi e soprattutto delle persone.
Non siete semplicemente studenti di questa scuola: ne siete parte.
Noi adulti abbiamo una responsabilità importante nei vostri confronti: offrirvi una scuola seria,
capace di chiedervi impegno ma anche di accompagnarvi; una scuola nella quale le regole
abbiano un senso, le opportunità siano reali e ciascuno possa trovare lo spazio per costruire il
proprio percorso.
Non tutto sarà sempre perfetto, ma continueremo a lavorare perché questa sia una scuola
della quale possiate sentirvi parte e nella quale possiate trovare occasioni per diventare, un
giorno dopo l’altro, un po’ più consapevoli di ciò che siete e di ciò che vorrete essere.
A chi domani entrerà per la prima volta nelle nostre sedi dico: non abbiate fretta di capire tutto
subito. Concedetevi il tempo di conoscere persone, luoghi e ritmi nuovi. Presto quella che oggi
vi sembra una scuola enorme comincerà a diventare anche un po’ vostra.
A chi invece è già con noi da qualche anno chiedo di aiutare i più giovani a sentirsi accolti. Una
comunità si riconosce anche da questo.
E a chi comincia l’ultimo anno voglio rivolgere un augurio particolare: vivetelo fino in fondo. Ci
saranno l’Esame di Maturità, le decisioni sul futuro e probabilmente qualche timore. Ma ci
saranno anche molti “ultimi”: l’ultima prima campanella, gli ultimi mesi con una classe che vi
accompagna da anni, l’ultimo giorno di scuola. Non lasciateli passare distrattamente.
Domani, quando si apriranno nuovamente le porte delle nostre sedi, ricomincerà per tutti noi
una storia che scriveremo insieme.
Spero che alla fine di quest’anno ciascuno di voi possa voltarsi indietro e dire non soltanto «Ho
imparato qualcosa in più», ma anche «Sono cresciuto. Ho vissuto davvero».
Perché crescere significa anche questo.
Buon anno scolastico, ragazze e ragazzi!
E buon cammino a tutti noi.
Il vostro Dirigente scolastico
Matteo Segatto
Personale scolastico